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Lavinia Mentasti alla finale nazionale dei nuovi Giochi della Gioventù

Roma, 26/29 maggio 2026 - I nuovi Giochi della Gioventù sono, nel panorama dello sport scolastico italiano, qualcosa di più di una semplice competizione: una manifestazione che quest'anno ha portato a Roma oltre seimila persone tra studenti (selezionati attraverso le fasi distrettuali, provinciali e regionali), insegnanti e accompagnatori, al termine di un percorso lungo un intero anno scolastico che ha coinvolto, su tutto il territorio nazionale, più di centomila alunni in circa quattromila eventi.

La cerimonia di apertura a Piazza del Popolo, il 26 maggio, ha dato il via a quattro giorni in cui lo sport è stato cornice e base per qualcosa di più ampio: laboratori, incontri con campioni olimpici, workshop su alimentazione, primo soccorso e inclusione. Le gare di atletica leggera si sono svolte nei giorni successivi allo Stadio Olimpico, uno spazio che raramente si apre agli studenti e che, anche solo attraversato con un pettorale addosso, lascia un segno difficile da rimuovere.

A calcare quella pista per il Liceo Manzoni è stata Lavinia Mentasti, studentessa della classe 2AS, qualificatasi nei 1000 metri dopo un percorso costruito con progressione convincente: prima alla fase provinciale, poi vincitrice di quella regionale a Brescia lo scorso 30 aprile con il tempo di 3'05"26 e oltre otto secondi di vantaggio sulla seconda classificata. A Roma, nella finale nazionale che riuniva le migliori atlete delle categorie 2009 e 2010 provenienti da tutta Italia, Lavinia ha chiuso al settimo posto assoluto con il tempo di 3'00"87 (record personale), risultando quarta tra le coetanee della classe 2010. Un piazzamento che, letto nella sua interezza, dice molto: significa aver retto il confronto con ragazze di un anno più grandi, e aver trovato nella gara più importante della stagione la propria migliore prestazione. 

Ridurre questa esperienza al solo dato cronometrico sarebbe, tuttavia, impoverirla. I Giochi della Gioventù sono costruiti attorno a valori esplicitamente dichiarati (rispetto, passione, impegno, socialità, opportunità, condivisione, correttezza, partecipazione, inclusione, lealtà) e la loro struttura riflette questa ambizione: accanto alle gare, ogni giornata ha offerto agli studenti occasioni di incontro e di confronto che difficilmente si replicano altrove. Per Lavinia, questo ha significato anche stringere nuove amicizie e misurarsi con coetanee provenienti da ogni regione d'Italia; una dimensione sociale che, non meno di quella atletica, appartiene a pieno titolo alla formazione di una persona. Imparare a gestire l'attesa, la pressione, la tensione di una finale nazionale: sono competenze emotive che nessuna lezione in aula può restituire del tutto.

Il Liceo Manzoni segue con attenzione e soddisfazione questo percorso, convinto che esperienze come quella di Lavinia contribuiscano in modo tutt'altro che marginale alla crescita di studenti e studentesse.